sabato 14 febbraio 2015

SERVONO NUOVI CAPANNONI A PADERNO DUGNANO?


Nella stesura del nuovo PGT l'Amministrazione comunale ha individuato alcuni luoghi che necessitano di prescrizioni specifiche chiamandoli "Ambiti di Trasformazione".
Uno di questi luoghi è l’area della ex Metalli Preziosi, denominata nel PGT  Ambito di trasformazione 3 (AT3) e mantenuta area produttiva.




Come si vede dalla scheda sovrastante, contenuta nel documento di VAS, questa area è composta per 2/3 da capannoni, per la maggior parte dismessi, e per 1/3 da una area verde a sud. Area a verde che nell’approvazione del PGT l’Amministrazione comunale definisce essenziale per "Massimizzare le aree verdi nella fascia a sud a sostegno del varco ecologico provinciale".
 
Però qualche mese dopo l’approvazione del PGT il Sindaco e la sua Giunta cosa fanno? Dividono l’Ambito AT3 in due, uno a nord (AT3/S1) comprendente tutti i capannoni già esistenti e uno a sud (AT3/S2) comprendente l’area attualmente non edificata (via Marzabotto-Via Reali).


Cosa ha generato questa suddivisione? La presentazione di un permesso per costruire un nuovo capannone nell’area a verde.



A fronte di questo progetto come Insieme per Cambiare ci siamo posti la domanda iniziale, servono nuovi capannoni a Paderno Dugnano? 
Se si segue il ragionamento che nuovi capannoni vogliono dire nuovi posti di lavoro, si potrebbe rispondere si, ma se analizziamo bene la situazione esistente a Paderno Dugnano ci sorgono dei dubbi.

Quanti capannoni vuoti ci sono nella nostra città? Non è meglio sistemare ed utilizzare quelli già esistenti, al posto di costruirne nuovi utilizzando le poche aree libere rimaste a Paderno Dugnano?
In questo caso non è meglio intervenire sull’esistente anziché occupare nuovo territorio?

Lasciamo a voi le risposte, per noi l’aver suddiviso l’area in due è stato un errore perchè penalizza notevolmente la possibilità di riqualificare l’area  AT3/S1, che necessita di opere di bonifica, ampliando in modo significativo i costi di riqualificazione, che se spalmati su una maggiore volumetria potevano trovare maggiore possibilità di attuazione. 

In questo modo ci troveremo ad avere un’area industriale abbandonata sul territori con tutti i pericoli che da essa possono scaturire e dall’altra parte avremo un nuovo capannone senza sapere come e se verrà utilizzato, dato che il costruttore dichiara di non avere ancora nessun acquirente. 
Queste son le ragioni che ci hanno spinto a presentare la nostra osservazione alla richiesta di costruire, sia ben chiaro noi non siamo per l’immobilismo, ma le scelte devono essere fatte con un certo acume e con una visione complessiva, non si può fare di tutto per permettere di costruire nuovi capannoni, utilizzando aree verdi, senza prima utilizzare le innumerevoli aree dismesse esistenti sul nostro territorio e oltre tutto senza sapere se quando e come questi  capannoni verranno utilizzati.

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