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giovedì 30 settembre 2021

Piano per il DIRITTO allo studio

Una riflessione a valle del Consiglio Comunale dell'altra sera 


Dopo due faticosi anni scolastici segnati dalla pandemia, il 13 settembre, bambine, bambini e adolescenti sono rientrati a scuola portando sui banchi molte nuove fragilità.

 L’educazione è prima di tutto fare esperienza, è necessario quindi fare ritorno in una scuola ripensata e accogliente in cui ragazzi e ragazze siano protagonisti attivi dei processi di apprendimento. Il nuovo anno scolastico è l'occasione per ricominciare con una nuova scuola in cui si possano sperimentare metodi alternativi alla lezione frontale, favorire lo sviluppo delle competenze interpersonali e sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia per supportare nuovi modi di insegnare e apprendere.

Con l’evolversi dell’emergenza sanitaria, la scuola si è trovata a dover affrontare nuove problematiche educative, a gestire complicate dinamiche relazionali e ad affrontare situazioni di disagio molto complesse.

Le relative restrizioni delle relazioni sociali hanno portato in tante persone un aumento del senso di isolamento, a volte di stress o di disagio, e, insieme, il bisogno di molti di ritrovare fiducia, ascolto, attenzione e supporto.

Per far fronte a queste nuove dinamiche, sono stati messi a punto una serie di interventi atti a sostenere insegnanti, famiglie e ragazzi in questo momento di difficoltà.

Le attività denominate Sportelli d’ascolto utilizzano il modello del counseling e hanno come obiettivo fondamentale di sostenere i ragazzi nel percorso di crescita offrendo loro opportunità, strumenti e conoscenze che li aiutino a fronteggiare le fisiologiche fasi di malessere legate all’età.

E’  inoltre importante un servizio sperimentale di counseling e consulenza pedagogica a sostegno delle famiglie degli alunni delle classi 4 e 5 delle scuole primarie come spazio di ascolto e consulenza finalizzato a fornire un aiuto concreto a coloro che stanno attraversando una difficoltà relazionale o scolastica con i propri figli e dando un sostegno alla genitorialità che è stata messa molto in difficoltà dalla pandemia.

I temi che legano la proposta del Piano al diritto allo studio, tengono conto dei principali argomenti su cui lavorano le istituzioni scolastiche: l’ampliamento e sviluppo delle competenze di cittadinanza digitale; la lotta alla povertà educativa; la promozione dell’inclusione scolastica e della partecipazione attiva; la promozione del benessere a scuola; la sensibilizzazione sul tema della corretta alimentazione; la promozione delle legalità; la prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo; l’educazione alla cittadinanza, alle differenze, alla sostenibilità ambientale e alla memoria.

Crediamo che sia fondamentale poter arricchire l’offerta formativa attraverso le realtà associative presenti e radicate sul territorio con l’ausilio di volontari che portano il loro sapere all’interno delle nostre scuole.

Dare spazio a queste realtà vuol dire favorire un rapporto tra soggetti che esercitano le proprie attività dove vivono quotidianamente e fa sì che gli studenti possono incontrare questi soggetti anche in altre occasioni.

Creare rete e rapporti significativi vuol dire anche questo e siamo convinti che, in questo modo si vuole stimolare forme di partecipazione che per noi sono un aspetto importante per la nostra cittadinanza.

la consigliera Ilaria Tominetti

venerdì 21 agosto 2015

sabato 4 luglio 2015

EX MATERNA DI VIA TUNISIA: CRONACA DALLA COMMISSIONE SERVIZI


Villaggio Ambrosiano - Ingresso della ex scuola materna di via Tunisia


Affollata la Commissione Consiliare Servizi del 30 giugno 2015,  convocata per l'audizione del gruppo di cittadini che ha presentato in data 23 marzo una proposta di progetto per il riutilizzo dell'ex scuola dell'infanzia di Villaggio Ambrosiano. Presenti, oltre ai Consiglieri delegati, l'Assessore Andrea Tonello (anche se per una piccola parte della riunione),  l'Assessore Roberto Boffi e i cinque membri del gruppo estensore della proposta (Annunziato Papaleo, Jenny Carbone, Daniela Laganà, Cristina D'Armiento e Roberto Ciurca), un folto pubblico composto da altri consiglieri comunali, tra cui i capigruppo di Forza Italia (Nicola Turano), Paderno Dugnano Cresce (Alberto Ghioni), M5S (Emiliano Abbati) e alcuni residenti del Villaggio Ambrosiano. 

L'iniziativa segue l'approvazione in Consiglio Comunale di un Ordine del giorno presentato dal centrodestra nella seduta del 10 febbraio scorso sulla base della proposta di alcuni cittadini del Villaggio: nell'atto - che è stato approvato con i soli voti della maggioranza e l'astensione delle tre forze di opposizione - si  indicava che la destinazione d'uso della struttura dismessa rimanesse di tipo sociale e culturale e si invitavano i cittadini ad avanzare idee di progetto.

Su invito del Presidente di Commissione Luca Viviani è intervenuto l'ex Presidente del Consiglio Comunale Papaleo, il quale ha introdotto l'illustrazione della proposta e ha spiegato le ragioni che hanno spinto "questo gruppo di giovani" ad avanzare l'idea:
  • il Villaggio Ambrosiano ha una storia difficile e complessa che ha generato uno stigma che ne fa una sorta di Cenerentola tra i quartieri di Paderno Dugnano;
  • una struttura abbandonata a se stessa genera problemi di sicurezza, non solo strutturali ma sociali;
  • c'è la volontà di fare qualcosa rendendo protagonisti i giovani che sono cresciuti nel quartiere invece di dedicare questo spazio ancora una volta ad un'iniziativa per l'integrazione degli stranieri;
  • occorre dare al Villaggio un luogo di incontro sociale e culturale.
Nella sua illustrazione Papaleo ha più volte precisato che la proposta è perfettibile e che l'obiettivo non è avere in gestione la struttura, ma stimolare l'Amministrazione ad agire.

Daniela Laganà (giovane studentessa di Architettura al Politecnico, residente a Palazzolo) ha predisposto graficamente un'idea di massima del progetto di riqualificazione della struttura, rielaborando le piantine e le mappe disponibili. Le carte sono comunque firmate e timbrate dal professionista Papaleo.

La giovane "architetto", dopo aver illustrato a grandi linee l'idea di riqualificazione degli spazi (interni ed esterni, un'area di circa 2.500 mq, di cui il 50% circa coperto dalla struttura; nel progetto si è provveduto anche a definire degli arredi...) ha precisato che, non essendo stato possibile fare rilievi, il progetto è da verificare nella sua fattibilità poiché non si hanno elementi precisi sullo stato di conservazione e agibilità. Motivo per cui non è stato possibile quantificare il costo degli interventi. Si tratta solo di una proposta di stimolo che i proponenti chiedono venga verificata dagli uffici comunali competenti. 

Jenny Carbone ha illustrato l'idea che ha ispirato i disegni. Si tratta di un ambito polifunzionale, che prevede un utilizzo da parte di tutte le fasce di popolazione, con particolare riguardo alle nuove generazioni. Il progetto ha tenuto conto dello spazio e della realtà del quartiere. Si è simulata un'ipotesi di programma estivo ed invernale, allocando attività come corsi di lingua, cucina, teatro, recupero scolastico, attività sportive... Lo spazio è stato pensato anche come luogo di possibli congressi, assemblee, feste a tema... ma anche come luogo di lavoro per alcuni cittadini disoccupati (manutenzione, conduzione corsi ecc..). Si è ipotizzato anche un centro per le visite medico-sportive, che a Paderno non c'è. 

Nella definzione degli spazi esterni, il gruppo ha previsto anche un collegamento con il campo di calcio ed il Centro Anziani Ein Karem. L'idea è dare un progetto sinergico che aiuti anche le realtà associative locali.

Il gruppo ha concluso la sua illustrazione, ribadendo il carattere di "servizio" della loro azione e specificando che la fattibilità di tale proposta deve essere verificata dal Comune, così come l'individuazione dei soggetti gestori e della copertura economica. "Tutto ciò deve essere frutto di scelte dell'Amministrazione Comunale". Ai Consiglieri chiedono di sostenere la loro iniziativa, perchè il lavoro fatto e la loro volontà non si risolvano in un nulla di fatto (non vogliono che l'area sia trasformata in un parcheggio, nè che venga lasciata così).

L'Assessore Tonello ha ricordato brevemente le motivazioni di inadeguatezza strutturale che hanno portato l'Amministrazione Comunale a trasferire la scuola materna (qualcuno domanda se non è il caso di demolire e ricostruire) e chiede che tipo di gestione il gruppo si immagina.

Papaleo ha risposto che, stante la scarsità di risorse a disposizione del pubblico, è chiaro che è necessario il supporto di un soggetto impegnato nel sociale che creda nel progetto e faccia i suoi investimenti. Meglio se fosse una realtà locale. Ma - ci chiediamo noi - quale associazione locale ha la potenzialità economica per un simile investimento? Vale la pena di ricordare che nella petizione firmata dai cittadini si indicavano come fonti di finanziamento gli Ambiti di Trasformazione 4 e 5 del PGT "o comunque qualunque altro Permesso di costruire Convenzionato riguardante l'intero territorio comunale".

Da parte dei membri della Commissione Servizi è emerso un generale apprezzamento per l'iniziativa. 

Tutti tengono a valorizzare l'azione dei cittadini, anche se con diverse sfumature. Il consigliere Cezza (M5S) ha espresso totale apprezzamento, sollecitando l'amministrazione a destinare risorse per la sua realizzazione (con polemica sulla destinazione di risorse alle scuole paritarie, risorse che potrebbero essere usate diversamente). 

Il consigliere Gorla (Paderno Dugnano Cresce) ha chiesto se nella definizione di tale progetto sia stato coinvolto anche l'Oratorio, che confina con la scuola di via Tunisia e che è un'importante realtà del Villaggio Ambrosiano ed una potenziale risorsa per il progetto. Il gruppo risponde che l'Oratorio sarà coinvolto successivamente, che si vuole fare qualcosa di diverso. 

Il nostro consigliere Giovanni Giuranna (Insieme per cambiare) ha sottolineato che il Villaggio Ambrosiano non corrisponde nei fatti all'immagine negativa piuttosto diffusa, ma è un quartiere vivace in cui si registra molta più partecipazione che in altri quartieri che hanno minori problematiche da affrontare. Giuranna ha poi espresso condivisione su alcuni obiettivi posti dal gruppo e ha sollecitato il gruppo al coinvolgimento di tutte le realtà del quartiere nella condivisione di questa idea progettuale, suggerendo un'assemblea pubblica (con richiesta di annotare a verbale). Tale proposta ha suscitato resistenze e animazione, sia da parte della maggioranza (vorrebbe dire già assumere degli impegni), sia da parte del gruppo che probabilmente teme un incontro dove la gente porti solo i problemi del quartiere o un allargamento di proposte che complicherebbe la loro idea. I proponenti si dicono aperti all'integrazione del progetto, ma nei fatti non sono apparsi disponibili al confronto pubblico, rimandando proposte a processi definiti dall'Amministrazione, come per esempio il lancio di un concorso di idee o manifestazione di interesse, ovvero un percorso strutturato e normato. 

Antonella Caniato del PD ha rimarcato anche lei l'esigenza di "aprirsi" e avere anche altre proposte, bandendo un concorso di idee coinvolgendo anche le scuole del territorio e le associazioni "L'idea che proponete è alta - ha detto - ma per trasformarsi in realtà serve concretezza. E' necessario verificare la possibilità di trovare le risorse, magari attingendo a fondi europei".  Caniato ha aggiunto anche che a Paderno Dugnano c'erano in passato dei Centri di Aggregazione Giovanile che sono stati colpevolmente chiusi dall'Amministrazione.

Secondo la consigliera Daniela Caputo (PD) per allargare il confronto lo strumento è senza dubbio quello di un bando o concorso.

Anche l'assessore Boffi ha individuato nel Concorso di idee il possibile strumento operativo. Sia da lui che dal Presidente di Commissione, viene individuato anche come possibile il ricorso al project financing utile per reperire le risorse finanziarie (ma a nostro avviso pericoloso, se non ben gestito). 

Giuranna ha chiesto al Presidente Viviani un gesto di cortesia nei confronti dei cittadini del Villaggio presenti, offrendo anche a loro la possibilità di esprimere un pensiero. Papaleo ha subito precisato che il regolamento non lo prevede e il Presidente della Commissione Viviani, pur negando a parole la possibilità di allargare il confronto, ha lasciato intervenire un paio di uditori.

Uno di loro ha chiesto non tanto un'assemblea pubblica, ma l'apertura di un tavolo di lavoro su questo progetto tra l'Amministrazione, il gruppo proponente, le associazioni del quartiere e le persone interessate.

La seduta si è chiusa con una certa animosità a seguito di un intervento dal pubblico di una cittadina del Villaggio Ambrosiano che in passato, con altri genitori, aveva cercato un confronto con l'Amministrazione per l'individuazione di soluzioni che evitassero lo spostamento della scuola materna senza ottenere disponibilità. Si è chiesta apertamente: "Perché la scuola dell'infanzia di via Tunisia è stata chiusa in quanto non idonea dal punto di vista igienico-sanitario e ora si pensa di riaprirla per un'utenza che comprende anche dei bambini? Che cosa è cambiato per rendere possibile l'accesso dei bambini alla struttura? Come mai oggi su questo progetto c'è tanta disponibilità da parte dell'Amministrazione?". Queste domande hanno scatenato l'indignazione di Papaleo, che si è esibito in uno dei suoi tipici show e ha affermato con risentimento che questa polemica è solo un "fare politica". 

La seduta si è chiusa rinviando all'Amministrazione Comunale la scelta su come promuovere all'interno della città l'informazione su questa proposta e l'invito ai cittadini di presentare idee e soluzioni.

martedì 30 giugno 2015

QUESTO NON E' UN GIOCO. OCCORRE FARE DI PIU'




Leggi la notizia pubblicata ieri da Avvenire: Slot, è tutto da rifare. Tre le vie per ripartire

Sul tema "Azzardopoli" il Governo non ha fatto abbastanza, e anche noi a Paderno Dugnano non possiamo sentirci a posto. Non è sufficiente aver organizzato qualche incontro o aver approvato all'unanimità un ordine del giorno. Troppo poco per sentirsi tranquilli, di fronte al dilagare di un vizio che spaccia per gioco una terribile dipendenza. Molti la chiamano "ludopatia", altri - per rispetto del valore positivo e nobile del "gioco" - preferiscono definirla "azzardopatia".

Bene, su questo tema che richiede azioni urgenti e decise che cosa ha fatto il Comune di Paderno Dugnano? Ha per caso  informato i cittadini dei rischi? Se sì, come? Attraverso la Calderina, il sito, la newsletter e ora la APP? Il Sindaco sa dire quante slot machines siano operative nel territorio comunale? E' disponibile una mappatura dei bar con le slot? Oppure - meglio ancora: perché il Sindaco non fa pubblicità ai bar che hanno rinunciato a questo guadagno indegno? Alcuni Comuni hanno ridotto alcune tasse comunali a quegli esercizi che hanno avuto il coraggio di dire NO all'azzardo (con conseguenti danni economici).

E poi diciamolo: bisogna considerare anche il rischio MAFIE!

Insomma, c'è molto da fare. A livello nazionale e locale.

venerdì 8 maggio 2015

L'ESEMPIO DEI PARTIGIANI E I CITTADINI DEL FUTURO


Durante il Consiglio Comunale del 27 aprile sono stati premiati quattro partigiani padernesi: Athos Zanca (anni 90), Gildo Negri (anni 85), Angelo Villa (anni 91) e Aldo Mariani (anni 89). E' stato un momento di grande intensità emotiva, per cui riteniamo di fare un servizio alla città riproponendo a tutti la videoregistrazione. 

 

Da questi quattro partigiani la città è chiamata a raccogliere il testimone per poter affrontare adeguatamente le sfide di oggi e del futuro.

La libertà non si improvvisa.
Si costruisce attraverso l'educazione ai valori e all'impegno. 

Se scegli sempre la via più facile, non conoscerai mai la libertà. Sei convinto di essere libero e sei soltanto un pantofolaio, garantito e assicurato.

Se vivi chiuso nel tuo piccolo mondo, se ti muovi nel giro ristretto dei tuoi interessi, non sei libero.
Libero è chi è capace di scegliere tra l'egoismo e ciò che è giusto.

Ci vuole coraggio per essere liberi.
Gli egoisti non sanno cosa sia la libertà.

Bisogna saper guardare al di fuori di sé, lasciarsi coinvolgere nella realtà che ci circonda e in essa decidersi per ciò che è giusto. Non per ciò che è vantaggioso.

martedì 10 marzo 2015

SCUOLA DI VIA TUNISIA: INCONTRIAMO I CITTADINI E IL M5S


Insieme per Cambiare nei giorni scorsi ha chiesto un incontro con i consiglieri del Movimento 5 Stelle per approfondire la proposta da loro anticipata in consiglio comunale sulla scuola di via Tunisia; si è convenuto di incontrarci giovedì 12/03/15 alle ore 21 presso la sede di quartiere del Villaggio Ambrosiano. 
Su richiesta del M5S l'incontro sarà pubblico; non avendo Insieme per Cambiare nulla in contrario, invitiamo a partecipare chi volesse approfondire l'argomento.

domenica 16 novembre 2014

19 NOVEMBRE: ASSEMBLEA PUBBLICA AL VILLAGGIO AMBROSIANO


Le coccinelle informano e ascoltano

INCONTRO PUBBLICO
Mercoledì 19 novembre ore 21:00

Sede di Quartiere
Via Messico 3 – Villaggio Ambrosiano

Si discuterà di:
  • Cosa si prevede di costruire al Villaggio - Piano di Governo del Territorio (PGT)
  • Trasferimento scuola materna di via Tunisia
  • Leganti Naturali srl
  • Rho-Monza

lunedì 27 gennaio 2014

Piano per il diritto allo studio

Vogliamo rivedere le modalità attraverso cui viene definito e realizzato. Oltre a quelli che sono gli interventi tradizionali in area socio assistenziale ed educativa, vorremmo arrivare ad elaborare un piano davvero condiviso e costruito insieme ai portatori di interesse.

Il Piano Diritto allo studio deve essere un Piano che mira a garantire una scuola di qualità. Deve essere il risultato di una progettazione condivisa tra scuola, comune, famiglie, territorio, settori del Comune, servizi ASL.

Obiettivi alla base: favorire l’acquisizione delle competenze utili alla vita (le skill raccomandate dall’O.M.S.); prevenzione e sicurezza; partecipazione; responsabilità civile e cittadinanza mondiale; educazione ambientale; storia e tradizione; cultura dello scambio, del riuso e del riciclo; cultura della solidarietà e dell’accoglienza.

Il Piano dovrà anche preoccuparsi di una verifica delle cablature e dell’interconnessione tra le scuole attraverso una piattaforma comunale per il sistema scolastico, oltre ad aiutare le scuole ad accedere ad opportunità di finanziamento per progetti e reperimento attrezzature informatiche.

Educare e Informare per la sicurezza e la legalità

  • Con gli ex agenti di P.L. si potrebbero avviare percorsi educativi nelle scuole, nei centri anziani sui temi della sicurezza e l’anti-truffa. 
  • Pensiamo di realizzare un libretto informativo da distribuire a tutti i cittadini per prevenire truffe, furti e rapine. Grazie anche alla Calderina sarà possibile diffondere consigli utili sul tema sicurezza.Vogliamo coinvolgere gli amministratori di condominio e i quartieri per proporre delle lezioni di prevenzione (in collaborazioni con ex P.L.). 
  • Vogliamo coinvolgere i servizi di Polizia Postale e il Servizio Dipendenze dell’ASL per organizzare incontri informativi e di aggiornamento per gli insegnanti e per tutti coloro che gestiscono servizi e attività, anche volontarie, che hanno a che fare con le persone, in modo che questi possano a loro volta gestire l’informazione ed educare le persone con cui sono a contatto 
  • Con le associazioni che si occupano di legalità e di lotta alle mafie, vogliamo avviare la realizzazione di iniziative pubbliche di sensibilizzazione della popolazione e percorsi educativi per le nuove generazioni, da concordare con le scuole nell'ambito del Piano Diritto allo studio.

Orti sociali e orti scolastici

Vogliamo realizzare e incentivare la nascita di orti sociali a Paderno Dugnano, in primo luogo su aree già di proprietà comunale del Grugnotorto, in modo da iniziare a rendere quelle aree vive e vissute dai cittadini. Incentiveremo la realizzazione di orti sociali anche presso le Comunità alloggio e i servizi che sono presenti sul nostro territorio: la Comunità alloggio l'Ancora, la Comunità Betania e l'adiacente spazio della Cooperativa Duepuntiacapo in Via Ugo La Malfa, Il Centro Encarem...

Gli orti sociali possono divenire luoghi di incontro e di integrazione travgenerazioni, per i giovani, gli anziani, le famiglie, i lavoratori, i disoccupati, le persone di diversa origine sociale e nazionalità. Gli orti sociali aiutano a migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini. Ortaggi sani coltivati nel proprio orto, permettono una dieta variata, il contatto con il ciclo di crescita naturale e la creatività del giardinaggio stimolano i sensi. I rapporti personali e la convivialità all'interno del gruppo evitano l'isolamento.

L'esperienza degli orti vorremmo anche incentivarla e svilupparla nelle scuole, come esperienza di socialità ma anche di apprendimento, coinvolgendo le associazioni ambientaliste, i GAS e le associazioni di anziani che possono mettere a disposizione delle nuove generazioni il loro tempo ed il loro sapere.

La diversità come risorsa

Vogliamo fare progetti con le scuole assieme alle organizzazioni che si occupano di disabilità, per far fare ai bambini esperienza con la differenza e imparare l'accoglienza, la disponibilità all'apertura e al dialogo con le persone diversamente abili, e per le persone diversamente abili dare l'opportunità di sperimentare percorsi di autonomia e socializzazione attiva all'interno della comunità locale.

Vogliamo promuovere iniziative di incontro tra la città e lo sport praticato da persone diversamente abili, coinvolgendo le società sportive e le organizzazioni locali.

Vogliamo realizzare iniziative culturali in cui dare spazio (e agibilità) alle persone diversamente abili, in collaborazioni con le organizzazioni locali che si occupano di disabilità iniziative teatrali, mostre d'arte...

Vogliamo che uno dei Forum cittadini del Bilancio Sociale sia dedicato al tema della disabilità.

Vogliamo incentivare tra i giovani la partecipazione ad attività di volontariato con persone diversamente abili, coinvolgendo le organizzazioni giovanili presenti sul territorio, gli oratori, le scuole.

domenica 26 gennaio 2014

Piano per il raccordo formazione - lavoro

Il raccordo scuola lavoro è ancora troppo debole. È necessario investire in questa direzione, mettendo mano al raccordo Comune e Scuole del territorio, coinvolgendo AFOL, le imprese locali e gli artigiani.
  • Avviare un tavolo di confronto e programmazione con le scuole secondarie di primo grado, AFOL e la formazione professionale locale, le scuole secondarie di primo grado della zona, e le rappresentanze di imprese, artigiani e commercianti facenti riferimento Unità Operativa per lo sviluppo del lavoro, dell’impresa e del commercio 
  • Verificare i fabbisogni e definizione di un piano strategico per una migliore qualificazione dell'orientamento e integrazione dei piani di offerta formativa, maggiori opportunità di scambio tra scuola e lavoro e un incremento delle opportunità di tirocinio presso le realtà locali.

Distribuire le risorse in maniera adeguata.

Vogliamo rivedere il sistema dei contributi assegnati perché vi sia una distribuzione più equa e rispettosa del principio di sussidiarietà orizzontale che deve essere reale.

Il principio di sussidiarietà valorizza i soggetti che operano aiutando lo stato, il pubblico, a realizzare il bene comune. Il pubblico, poichè riconosce che non può intervenire direttamente in tutte le situazioni, sovvenziona e incentiva l'intervento, secondo il principio di “utilità sociale”, di enti privati ed associazioni.

La funzione pubblica non dipende dalla natura giuridica di chi la svolge, ma dalla natura dell'azione svolta. Laddove un soggetto opera non solo nel proprio interesse costituendo, laddove il pubblico non è in grado di arrivare, realtà sociali utili a tutti, è sussidiario all'azione pubblica.

Noi riteniamo che tale principio sia stato a lungo distorto in favore di pochi.

Se non possiamo intervenire sulle scelte adottate a livello Regionale, possiamo però attivarci perché la distribuzione delle risorse comunali, ad esempio alle scuole, ma anche alle associazioni e ad altri enti che svolgono attività realmente di utilità realmente sociale, sia corretta.

Nel caso il pubblico non assolva appieno nel suo compito di garantire risposte adeguate alla domanda (ad esempio nell'offrire un numero di posti adeguato nelle scuole, così come nei centri estivi, così come in altri servizi educativi e alla persona), il Comune provvederà a sovvenzionare organizzazioni che sul territorio sono in grado di essere sussidiarie per facilitare a tutti l’accesso alle opportunità.






Diversamente il contributo non avrebbe ragione, poiché non sussisterebbe la condizione di utilità nell'interesse generale.